martedì 3 marzo 2015

Un libro di merda: Sottomissione, di Michel Houellebecq

Ok oggi ho deciso di parlarvi di un libro brutto.
Ma proprio brutto, brutto, brutto.
- cioè, intendiamoci: io l’ho trovato brutto, magari a voi piace -
Perché vi consiglio un libro orripilante? Perché sono sadico nei vostri confronti? Perché vi odio? Perché mi state antipatici?
Sicuramente.
Ma anche perché alle volte (e sono stra-convinto di questo) si impara molto di più dai libri brutti (e quindi da quelli che non ci piacciono) che da quelli “belli”.
Per dire: se avessi velleità scrittorie, e volessi scrivere un fantasy, non c’è romanzo migliore di Eragon per toccare con mano come NON si scrive un fantasy, tanto è brutto e noioso (e scontato).
E quindi oggi che libro brutto vi “consiglio”?


Esatto, uno dei più strombazzati nell’ultimo periodo, Sottomissione di Michel Houellebecq.
La “trama” del romanzo è semplicissima: un professore universitario, #massimoesperto di Huysmans, passa le sue giornate a studiare e a strombazzare con le sue studentesse, fino a quando gli islamici non vincono le elezioni, e tra un “Allah Akbar!” e l’altro impongono la sharia.
Non a caso ho scritto “trama” tra virgolette, perché il filo conduttore è (o almeno, “sarebbe”) questo, mentre invece il romanzo è tutto un pippone filosofico-sociale in cui questo professore guarda il mondo e i suoi sconvolgimenti con fare distaccato.
Roba che al confronto Meursault, il protagonista de “Lo straniero” di Camus (noto per il suo “ascetismo sentimentale”) è il più focoso e ardimentoso degli uomini.

Sottomissione di Houellebecq è una palla gigantesca. Una noia mortale. È talmente noioso che ogni singola pagina sembra un romanzo intero, tanto è pesante. Non c’è mai nulla di interessante, mai un guizzo, mai una svolta, mai un “racconto” accattivante. È la cronaca decadente di uno studioso che adora alla follia un autore decadentista e sembra quasi volerne (ri)vivere la vita.
Mi è sembrata la brutta copia, della brutta copia, della brutta copia, della brutta copia, della brutta copia (in piccolo) di quel capolavoro che è Auto da fè, di Canetti (e se non l’avete mai letto, che aspettate?).


E anche il fulcro centrale del “romanzo” di Houellebecq, con gli islamici che prendono il potere ribaltando in maniera #totaletombale lo status quo…alla fine dei conti diventa totalmente impalpabile.
E dire che non ci voleva poi tanto a immaginare un qualcosa di movimentato con gli islamici al potere (c’è chi l’ha fatto facendomi divertire parecchio, ma ne parliamo nello specifico settimana prossima).

E allora perché l’ho letto, ‘sto Sottomissione?
Perché l’ho continuato, anche se arrivato alla fatidica soglia del 10%* avevo capito che il libro non faceva per me?
Perché volevo vedere dove l’autore voleva andare a parare col suo “nulla” letterario.
Perché poi potevo parlarne male qua, “consigliandovi” di starne alla larga anche se lo vedete sponsorizzato ovunque urbi et orbi.
Perché così potevo concludere questo articolo con la più lapidaria delle opinioni.



Sottomissione di Houellebecq: statene alla larga.
Che è meglio! (cit.)

- se poi l'avete letto...beh, fatemi sapere che ne pensate! -

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*Una delle poche cose positive di “Cuori in Atlantide” di Stephen King era il consiglio che uno dei protagonisti, un vecchio signore, dava al giovane protagonista: ovvero che se di un libro non ti convince il 10%, allora quel libro non fa per te. Posso dire che è una regola validissima.

8 commenti:

  1. Ahahahahahah! A me Cuori in Atlantide piacque molto e anche io da allora seguo fedelmente il consiglio del 10%
    Leggendo in giro la trama e qualche recensione di Sottomissione, avevo in un certo senso subodorato che si trattasse di una scopiazzatura fatta male di Auto da fè, che davvero, non ci si deve permettere di scopiazzarlo, perché il rischio è che se ne esce con tutte le ossicine spezzate dal peso di quel capolavoro.
    Alla fine, l'unica cosa che mi lascia tanta amarezza dentro è che questo coso arriva in Italia con le fanfare, mentre altre cose molto più meritevoli no...

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  2. Ok, di 'sta schifezza non me ne cale nulla ma segno Auto Da Fé che, nella mia somma ignoranza perlappuntamente ignoravo. Peccato che Amazon lo passi solo in inglese, è fattibile da leggere o rischio la follia?

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  3. Considerando che Cuori in Atlantide è uno dei miei romanzi preferiti del Re, quasi quasi mi fiondo in libreria a prendere il libro di Houllebeck. :-p
    Se non fosse che il suo è un genere che non mi sconfinfera per nulla e che condivido parola per parola il livore sulla saga scritta da Paolini.
    Non mi perdono ancora di essere riuscito nell'intento di comprare anche Eldest.

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    1. Io volevo prenderlo all' uscita nel 2004 o 2005, ma poi, per un motivo o per un altro non l' ho mai letto. Poi vabbé ho sentito critiche e attacchi vari tra cui "copia guerre stellari"!

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  4. Regola assai validissima quella del 10% e devo dire che per quanto mi riguarda io da quasi subito riesco a capire se il libro mi potrà piacere o no, perchè; pur essendo un limite conscio, io devo empatizzare con quel libro o altrimenti fuffa; poche volte mi è capitato che poi solo in un secondo tempo ho iniziato ad apprezzare un libro con cui all'inizio non empatizzavo. Comunque "Sottomissione" rimarrà di sicuro fuori dai miei lidi, anche solo per tutte quelle belle cose che ho ordinato e quelle ancora in wishlist.

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  5. Beh, ogni tanto fa bene leggere un libro brutto, ti fa apprezzare di più altri.
    Detto questo, a malincuore non comprerò questo "capolavoro", Auto da fè invece mi interessa di più.
    Che è meglio!

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  6. Perfetto grazie del "suggerimento" Buta aahahha

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  7. "perchè; pur essendo un limite conscio, io devo empatizzare con quel libro o altrimenti fuffa; poche volte mi è capitato che poi solo in un secondo tempo ho iniziato ad apprezzare un libro con cui all'inizio non empatizzavo."

    Quoto! A me è successo con "La leggenda dei Drenai". L' avevo mollato. Poi per curiosità l' ho ripreso da dove l' avevo lasciato e m' è piaciuto un botto! Se probabilmente avessi riletto l' inizio avrei lasciato di nuovo! XD

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